La crisi morde ancora, ma meno di un anno fa
Emerge dall'indagine multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" condotta dall'Istat su un campione di 19 mila famiglie
nov 06 2009
ROMA - La crisi economica pesa ancora sui bilanci familiari, ma meno di un anno fa. Che sia l'assuefazione a un tenore di vita piu' rigoroso o l'effetto di una reale ripresa, e' senz'altro migliore la percezione della situazione. Emerge dall'indagine multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" condotta dall'Istat su un campione di 19 mila famiglie. La stessa ricerca rivela pure che gli italiani dichiarano un tasso di soddisfazione decisamente alto sia rispetto alle relazioni con familiari e amici sia rispetto alla propria salute e che il tempo libero tutto sommato se lo godono (almeno sei su dieci sono molto o abbastanza contenti di come lo trascorrono). Quanto alla zona in cui vivono, le principali lamentele riguardano traffico e parcheggi, ma inquietano pure rumore, sporcizia e rischio criminalita'.
CRISI HA ATTENUATO LA MORSA Nei primi mesi del 2009 la percentuale di famiglie che giudicano la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all'anno precedente e' piu' alta di quella rilevata nello stesso periodo del 2008: 44,9% rispetto a 39,4%. Parallelamente, si registra un calo della quota di famiglie che riferiscono un peggioramento della propria situazione: dal 54,5% al 50,0%. Tendenze che devono tener conto del fatto che tra il 2007 e il 2008 era stato osservato un incremento particolarmente rilevante di quanti percepivano la propria situazione economica in peggioramento: da 41,0% a 54,5%. La quota di famiglie che denunciano un peggioramento significativo della propria condizione e' tuttavia nettamente piu' elevata nel Mezzogiorno: il 16,2% contro il 10,7% delle famiglie del Centro.
PARENTI E AMICI NON DELUDONO Le persone di 14 anni e oltre che nel 2009 si dichiarano soddisfatte per le relazioni familiari sono il 90,1% (di cui ben il 35,6% si ritiene molto soddisfatto), mentre soltanto l'1,3% giudica questo tipo di relazioni per niente soddisfacente. Se la soddisfazione non conosce differenze di genere, e' piu' alta tra i 20-44 anni. Anche sul fronte dell'amicizia la quota dei soddisfatti e' molto elevata e tocca l'82,4% (56,9% di abbastanza soddisfatti e 25,5% di molto soddisfatti).
8 ITALIANI SU 10 SODDISFATTI PROPRIA SALUTE Relativamente al proprio stato di salute, il 79,7% della popolazione di 14 anni e piu' esprime un giudizio positivo (molto o abbastanza soddisfatto), mentre il 13,1% e' poco soddisfatto e le persone per nulla soddisfatte sono pari al 4,5%. La soddisfazione per il proprio stato di salute diminuisce al crescere dell'eta' e raggiunge il minimo tra gli over75 anche se emerge comunque un 45,3% di appartenenti a questa classe di eta' che si dichiara abbastanza soddisfatto e un 3,9% che si dichiara molto soddisfatto. Nel Nord la soddisfazione e' piu' diffusa che altrove: l'81,9% della popolazione si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del proprio stato di salute rispetto al 77,5% del Mezzogiorno e cio' nonostante il processo di invecchiamento sia piu' avanzato nell'Italia settentrionale.
TEMPO LIBERO? QUELLO DELLE DONNE MENO SODDISFACENTE Le donne sono meno soddisfatte degli uomini per quanto riguarda il tempo libero (62,1% contro il 66% degli uomini), soprattutto se lavorano (56,1% contro 58,4%). Il carico di lavoro familiare, infatti, e' particolarmente schiacciante e tale da comprimere la quantita' di tempo libero. A livello territoriale, il 38,0% dei residenti nel Mezzogiorno afferma di essere poco o per niente soddisfatto del proprio tempo libero, mentre nel Nord la quota scende al 30,8%.
TRAFFICO E PARCHEGGI, BESTIE NERE DEI QUARTIERI Il traffico (45,2%) e la difficolta' di trovare un parcheggio (39,5%) occupano i primi posti nella classifica dei disagi lamentati dagli italiani rispetto alla zona in cui vivono. Ad angustiare le famiglie sono anche l'inquinamento dell'aria (39,3%), il rumore (35,5%), la sporcizia nelle strade (31,2%), le difficolta' di collegamento con i mezzi pubblici (29,2%) e il rischio di criminalita' (29,7%). Il 32,2% delle famiglie, infine, non si fida a bere acqua dal rubinetto.
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